UIBM – non ce la possiamo fare

Non ce la possiamo fare con l’UIBM.

Avete mai fatto un deposito per una domanda di brevetto a l’UIBM?

La webapp è veramente è di scarso livello ma la procedura che c’è dietro è pensata da … non so chi riesce a pensare (se posso dire ‘pensare’) in questo modo.

La prima cosa è la ricerca: se non ti ricordi il numero di deposito (15 cifre) sei fregato.

Non potrebbero mostrare gli ultimi 10 o 20 elementi (metodo presente nella stragrande maggioranza delle applicazioni web e non)?

Poi, una volta ricordato il numero, l’elenco dei documenti non riporta la data e val la pena sottolineare che in questo tipo di pratiche ministeriali la cronologia è fondamentale; in altre parole è necessario aprire i documenti uno per uno per vedere in quale data è stato emesso.

Succede che durante tutto il periodo di deposito, verifica etc. ti mandano esiti, rilievi e domande varie che ti inviano con la PEC; e qui c’è da ridere.

A parte il fatto che lo stesso documento risulta nell’elenco dei documenti online e quindi basterebbe mandare la notifica con il link e non copia del documento per il quale comunque bisogna controllare la corrispondenza rispetto a quello online e archiviarlo, il bello, ma proprio  da sbellicarsi dalle risa, è che la PEC contiene due documento quasi uguali.

Sapete qual è la differenza tra i due?

Ah ah ah. Scusate ma ancora rido…

Uno è firmato solo dall’autore del documento e uno, perfettamente uguale nei contenuti è firmato anche da “Segnature Protocollo”.

Già qui viene da ridere perché basterebbe mandare solo il secondo; pensate quanto lavoro inutile per produrre due documenti uguali.

Ma il bello è che la firma del protocollo… non è valida.

E giù a ridere come matti…

Un’istituzione che fa del rispetto formale l’essenza della sua esistenza, non rispetta la forma.

Poi altre piccole cose come l’interfaccia non responsive (al giorno d’oggi?); data la natura del servizio si potrebbe soprassedere ma anche sul desktop presenta popup che non stanno al loro posto e in certi casi sono illeggibili.

E non c’è la data.

L’invio dei documenti richiesti prevede una lista obbligata che però non contempla tutti i casi.

A dire il vero non c’è niente da ridere.

Secondo voi ce la possiamo fare?

#noncelapossiamofare