Il Catalogo Relazionale

Un’ipotesi di progettazione diversa dal solito

Un’errata progettazione dei database relazionali (e non) è fonte di grandi problemi nella vita dei sistema informativi; ne risente non solo lo sviluppo iniziale ma anche la sua evoluzione. Il Catalogo Relazionale vuole essere un modo per affrontare questo problema.

C’è un diffuso equivoco secondo cui basta aver usato una volta un foglio elettronico per essere un informatico e che per realizzare un sistema informativo … “che ci vuole?”. Il manager con il foglio excel è sempre in agguato ed è uno dei pericoli maggiori che devono affrontare gli addetti ai lavori.
I modelli più utilizzati sono strumenti per rappresentare visivamente i dati e le relazioni in modo ordinato e completo ma non sono in grado dirci come organizzare a monte il pensiero.
E la domanda sorge spontanea: se sappiamo che è così, ci dobbiamo accontentare di questi strumenti o è arrivato il momento di fare un altro passo in avanti?
E se i computer nascono per eseguire velocemente gli algoritmi, qualunque essi siano, perché spostare l’elaborazione nella fase progettuale e non farla fare al calcolatore in fase di esecuzione?

Il data modeling sembra rimasto un po’ indietro e le sue evoluzioni si sono limitate a meri tecnicismi?

La proposta

Il catalogo relazionale è una proposta per affrontare il problema in modo diverso; un nuovo modo di pensare un database che non distrugge il passato ma, anzi, lo fa evolvere integrandolo e permettendo la convivenza tra vecchio e nuovo.

Un modello ottimale per consentire di concentrarsi, ad un livello più alto, soprattutto sulla semantica adottata più che sulla noiosa e ripetitiva algebra relazionale che tanto cambia di continuo perché i requisiti iniziali non sono precisi o perché le esigenze si evolvono.

Indipendente dalla piattaforma tecnologica e dalle metodologie adottate per lo sviluppo, si adatta bene sia nelle organizzazioni rigide sia nelle nuove filosofie ‘agili’.

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